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domenica ciclistica

Oggi, domenica 8 maggio, oltre ad essere la festa della mamma (auguri a tutte le mamme…) è anche la giornata nazionale della bicicletta. Forse per la concomitanza di questi due eventi le “irrorazioni clandestine” sono state sospese.
Ecco una panoramica del cielo di stamattina.

Come già detto è la giornata della bicicletta, associando questo al 150° anniversario dell’unità d’Italia qualcuno ha pensato di organizzare una “biciclettata garibaldina”

Ecco i partecipanti in camicia o maglietta rossa (peccato che non fossero mille). Pochi minuti prima della partenza un’apparizione

il personaggio sulla destra di spalle, con il caratteristico copricapo, i capelli argentei lunghi e la barba (anche se nella foto non si vede), chi sarà stato? Forse lo spirito di Peppino venuto ad assistere e a dare la sua approvazione?
Siccome maggio è il mese delle rose…

un bocciolo

e una rosa già sbocciata.
Per concludere, in omaggio a Garibaldi

Comments

  1. Margotti Street
    maggio 9th, 2011 | 09:50

    Commento qui anche il post precedente: come sempre immagini rasserenanti e significative, che mostrano un ambiente vivo e vitale, bello da vedere e piacevole da vivere. Certo, i Gesuiti avranno pure la loro parte, e questo potrebbe significare che sono davvero dei “potenti”, come affermano certi personaggi che farebbero bene a dotare di un orifiamma anche il loro terrazzino e chissà, forse i tanker smetterebbero di irrorare proprio sopra le loro capocce!
    Una splendida giornata ha premiato anche la biciclettata garibaldina e lo splendore delle rose rosse a festeggiare le mamme.
    Spero però che a Peppino Garibaldi non sia giunta eco del coro quasi alpino del video, perché temo potrebbe scatenare un’altra epica impresa rivoluzionaria per imbavagliare gli improvvisati coristi.
    Ieri a Torino si è svolto il raduno degli Alpini e io non potrò mai dimenticare un piccolo gruppo di veterani che, qualche anno fa, al termine di una funzione religiosa in memoria dei loro Caduti, intonarono un canto che mi sembra si intitoli “Signore delle Cime”. Nessun inno religioso avrebbe potuto riuscire più commovente, suggestivo e coinvolgente. A molti, me compreso, vennero le lacrime agli occhi per la profonda commozione che quel canto composto ma potente suscitava giungendo fin nel profondo dello spirito.
    Ciao e grazie.

  2. madblog
    maggio 9th, 2011 | 17:59

    Mah, ti dirò, ho scelto tra i brani in cui si cita Garibaldi (pochini a dire il vero, ci sono centinaia di versioni del “Garibaldi fu ferito” ma mi sono sembrate noiose), quello cantato da un coro decisamente poco affiatato ricordando i tempi, taaaaanti anni fa, in cui ero caporale degli alpini e, assieme a diversi commilitoni, mi esibivo in performances analoghe, bei tempi…o forse no, non erano tempi tanto belli, di bello c’eravamo noi che avevamo 20-25 anni e ci sentivamo di poter spaccare il mondo.
    Quanto all’orifiamma di San Bernardino: i fuffa brothers farebbero bene a farsene dipingere una sul muro, farebbero bene anche, e soprattutto, a leggersi le prediche del santo che, tra le altre cose, esaltava i valori del lavoro e dell’onestà.