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Sembra quasi…

…primavera. Da un paio di giorni, anche se la notte continua a far freddo, nelle ore centrali della giornata sembra di essere in un anticipo di primavera

Ecco qui: cielo azzurro, sole splendente, temperatura attorno ai 12 gradi (sono le 15.30 circa)

Una solitaria scia NON cambia la situazione, si disperde in pochi momenti (sembra che, secondo la nuova vulgata sciachimista, le scie non permanenti e quelle invisibili siano le peggiori…)
Comunque non abbiamo paura, lo SMOM ci protegge. Diamo un’occhiata a questo monumento:

Si intitola “volontà di credere”, non è chiaro cosa c’entri il “credere” con la bicicletta, ma tra i munifici donatori del monumento alla città c’è anche una nota ditta costruttrice di biciclette da corsa, quindi il conto torna, forse…

Ecco una visione da un altro angolo.
E per concludere un po’ di musica

Da “the producers” (in italiano “non toccate le vecchiete”) di Mel Brooks, nientepopodimeno che “Springstime for Hitler”

Comments

  1. Margotti Street
    febbraio 3rd, 2011 | 12:06

    La luce è cambiata ed è un annuncio di primavera anche se, ovviamente, i cambiamenti climatici “indotti” da smom, haarp, gulp, sbroc, tric, troc, trac, stanlio e ollio e complici vari, potrebbero provocare improvvisi colpi di coda dell’inverno.
    Mi ha favorevolmente impressionato il monumento, contrariamente a quanto era avvenuto per altri che hai mostrato in passato.
    “Volontà di credere” riferita alla pratica del ciclismo, ritengo si debba intendere come capacità di credere in sé stessi, nelle proprie forze che la volontà riesce a moltiplicare, specie nell’affrontare prove durissime.
    Il ciclista è sempre teso nello sforzo di superare i propri limiti ed accedere ad un livello atletico superiore per conseguire migliori risultati e… volare, come sembra rappresentare l’elevazione data dall’artista alla sua opera.
    Lo trovo molto bello e significativo, soprattutto visto nella seconda fotografia dalla quale bene si comprende l’ispirazione che lo ha prodotto.
    Non so se ricordi la sigla iniziale di una ormai molto passata edizione del Giro d’Italia che, sulle note del “Vincerò” di Pavarotti, mostrava la sagoma di un ciclista che si avviava verso un paesaggio indistinto che aveva tutte le caratteristiche dell’infinito: più di una volta mi sono commosso e non lo nascondo. Una sigla memorabile per chi, come me, non ha mai praticato sport ma sempre condiviso e compreso lo spirito di chi lo pratica.
    Ciao.