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Prima domenica di agosto

In attesa di concludere le ferie dissociate e di partire per le ferie-ferie, una breve passeggiata domenicale

Dedico questa prima foto al noto complottista, ingegnere meccanico nonchè compressore di liquidi Marco detto Guardacheluna. Se mi leggi vedi che alle 8 del mattino, in una giornata luminosa, la luna, a metà, si vede benissimo…

Ho sempre trovato ammirevole la resistenza di queste piccole felci, capaci di crescere in un pizzico di terra tra due pietre.

Giardinetto di casa Riccati, se qualcuno ha visto il film “Signore e signori” di Germi forse ricorderà una scena in cui Virna Lisi scende dalla scala sulla sinistra.

Chi segue questo blog avrà notato che Treviso abbonda di ex monasteri ed ex conventi (il motivo magari lo vedremo un’altra volta), di questo non sono riuscito a scoprire nemmeno il nome, fino a poco tempo fa ospitava l’archivio delle ipoteche, attualmente in stato di abbandono in attesa di qualche nuovo utilizzo.

E per finire ca’Spineda in piazza S.Leonardo, costruita tra il XVI e il XVIII secolo, oggi sede della Fondazione Cassamarca (queste banche col signoraggio…). Osservare il cielo bianco e gelatinoso.

Comments

  1. Margotti Street
    agosto 2nd, 2010 | 10:38

    Sai come si dice, vero? Se mostri la luna all’ingegner Guardacheluna, lui sarà di quelli che guardano il dito!
    Condivido l’ammirazione per le eroiche piantine che spuntano dalle fessure e anch’io le fotografo perché mi appaiono come miracoli che pochi hanno il privilegio di saper scoprire ed apprezzare.
    Ho visto il film di Germi, ma non ricordo la scena in questione. La prossima volta ci farò caso.
    Non mi sorprende che a Treviso abbondino ex monasteri e conventi: è noto come gli ordini religiosi collochino le loro strutture in luoghi particolarmente ameni, dovunque e comunque, e la tua Città con i suoi dintorni rientra, senza dubbio alcuno, tra questi.
    I tuoi reportage lo dimostrano in maniera molto convincente.

  2. madblog
    agosto 4th, 2010 | 16:28

    Rispondo ai due ultimi interventi:
    La fabbrica misteriosa è, come avevo già supposto, l’ex officina del gas, attualmente completamente inattiva, ci sono un paio di capannoni usati come magazzino di tubi ecc. e il gasometro che incombe sulla stazione delle corriere che si trova dietro. Si parla di un’azione di recupero dell’area ma, sembra, ci sono contrasti tra il comune che vorrebbe farne un giardino e i proprietari (ex azienda del gas) che la vorrebbero area edificabile…quindi tra corsi e ricorsi le cose stanno andando avanti da anni.
    Per quanto riguarda l’abbondanza di conventi e monasteri a Treviso questa è dovuta all’abitudine delle ricche e nobili famiglie veneziane di mettere in convento la maggior parte delle figlie e dei figli per non disperdere il patrimonio (la storia della monaca di Monza, insomma), per i figli maschi c’era una scappatoia: intraprendere la carriera militare, le figlie, tranne al massimo una, venivano monacate per risparmiare la dote. Ti puoi immaginare quanto entusiasmo questi religiosi per forza mettessero nella vita monastica…i monasteri dell’epoca erano luoghi dove la corruzione regnava sovrana (tra l’altro il governo di Venezia incoraggiava, sotto sotto, la corruzione del clero per avere un’arma da usare nei suoi rapporti con la chiesa), allora per evitare che figlie monache e figli frati fossero coinvolti in scandali a Venezia li mettevano in convento a Treviso, abbastanza lontana perchè la notizia di qualche eventuale marachella non arrivasse fino a Venezia e, nel contempo, abbastanza vicina e raggiungibile comodamente in carrozza lungo il Terraglio o in barca lungo il Sile, se i signori genitori decidevano di andare a far visita ai pargoli…
    Ciao