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Temporali, centrali, dighe

Breve cronaca della fine di maggio, il tempo è stato caratterizzato da piogge e temporali, per fortuna di non forte intensità, quindi niente danni gravi.
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Lunedì pomeriggio il cielo si sta rannuvolando, nella sera pioverà.
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Martedì mattina nuvole spettacolari annunciano il temporale del pomeriggio.
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Mercoledì mattina, il cielo si è aperto, è possibile vedere le montagne con ancora un po’ di neve.
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Nel pomeriggio arrivano nuvoloni scuri, durante la notte ci sarà un temporale con lampi e tuoni.
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Giovedì mattina, il cielo blu e l’aria limpida ci illudono che il maltempo sia finito, ma non è così.
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Intanto il sole ha fatto venir fuori di nuovo una nostra vecchia conoscenza, sempre sul suo balcone intento a guardare con aria meditabonda il mondo.
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Giovedì pomeriggio tornano a farsi vedere le nuvole e nella notte ci sarà una breve pioggia. Venerdì è programmata un’escursione, anche se il cielo sembra minaccioso si parte lo stesso, per fortuna non pioverà.
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L’escursione inizia all’insegna dell’archeologia industriale, ecco la ex centrale elettrica “Antonio Pitter” di Malnisio, a Montereale Valcellina. La stazione, realizzata alla fine dell’800 inizio 900 era alimentata dalle acque del torrente Cellina, attualmente in disuso è oggetto di un’attività di restauro.
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La sala principale con i 4 alternatori, osservare che all’epoca si curava anche l’estetica degli edifici industriali, oltre alle finestre trifore c’era anche il soffitto originale affrescato (affreschi perduti dato che il soffitto ha dovuto essere rifatto).
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La centrale vista da un’altra angolazione, le arcate in alto sono quelle della diga del bacino di contenimento.
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Quella sulla destra è la rampa che saliremo per raggiungere la diga sopra la centrale (naturalmente c’è un sentiero a zig zag…)
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Ed ecco la centrale vista dal retro dall’alto della diga, notare le condotte che portavano l’acqua per alimentare le turbine.
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Il lago artificiale di Barcis, realizzato negli anni ’50 del XX secolo per alimentare le nuove centrali.
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Dall’alto della diga la forra o orrido del Cellina.
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L’abitato di Barcis, il cielo minaccioso rende difficile fare buone foto.
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Ci siamo spostati in provincia di Belluno, il monte che si vede nella foto è il Monte Toc, si può osservare l’enorme fronte della frana che precipitando nel bacino idroelettrico causò il noto disastro.
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La diga è ancora in piedi anche se il bacino è stato completamente svuotato.
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Allo sbocco della gola del Vajont l’abitato di Longarone.
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A mezza costa il paese di Casso che, grazie alla sua posizione, è rimasto solo marginalmente colpito dal disastro.
Sperando che giugno ci porti belle giornate di Sole vi saluto

Comments

  1. Buzz Lloyd
    giugno 2nd, 2015 | 14:52

    Bello il giro delle centrali elettriche: devo trovare il tempo di farne uno anche io. Al Vaiont c’ero, ma Barcis mi manca …