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26 luglio, Colli Asolani

Lunedì 26 luglio, pomeriggio, rapida incursione sui colli asolani con visita, purtroppo breve, ad Asolo.

La rocca che da più di 3000 anni sormonta la collina ricordando come questa sia stata per molto tempo una posizione strategica per controllare le comunicazioni tra la montagna e la pianura.

Una delle numerose ville venete ai piedi della collina, questa è stata trasformata in un ristorante.

Questa invece è in vendita, non è che lo SMOM ci potrebbe fare un pensierino, con tutti i soldi guadagnati col signoraggio non dovrebbe avere difficoltà.

In marcia per una mezz’oretta di salita fino al centro storico, uno po’ di panorama, notare la desolazione determinata dalle irrorazioni chimiche…

A circa metà salita una vista del centro storico con, sulla destra, il castello pretorio.

Un capitello con Madonna Bambino, san Sebastiano e altri santi non identificati di buon augurio per chi sale.

Eccoci arrivati alla porta che dà accesso al centro storico.

Subito dentro la porta questa fontanella. Attenzione, è vietato abbeverare quadrupedi! Quindi se avete con voi cavalli, muli, asini o complottisti tratteneteli.

Un primo scorcio della città…

…e un secondo scorcio. Praticamente nel centro storico non ci sono state, o quasi, modifiche dopo il XVI secolo.

La piazza con la fontana del leone

Il castello pretorio

Su questi gradini, a fianco del castello, un micio dà il suo contributo contro il minimo di miaunder

Un altro scorcio con la rocca che incombe sulla città.

Tornando in piazza ecco il duomo.

Da una terrazza diamo uno sguardo verso sud, c’è purtroppo un po’ di foschia, le montagne a destra, sud-ovest, sono i colli euganei.
Salutiamo gli spiriti di Caterina Cornaro, Robert Browning, Eleonora Duse e Freya Stark, che scelsero Asolo per loro estrema dimora e scendiamo in pianura dove ci aspetta una sorpresa:

Ora in vita mia ho visto strade dedicate a : santi, politici, scienziati, patrioti, partigiani, poeti, musicisti, molti di questi ignoti ai più, spesso introvabili anche in un’anciclopedia, ma una “Via dei Tartari” è la prima volta che la vedo. Quasi quasi mi verrebbe da percorrerla per vedere dove porta, ma non c’è tempo, e poi non vorrei ritrovarmi nella fortezza Bastiani a scrutare il deserto in attesa di un nemico che non arriva mai.

Comments

  1. luglio 28th, 2010 | 12:41

    Adoro Asolo. Avessi più opportunità lavorative in zona sarebbe un posto dove andrei a vivere subito.

  2. Margotti Street
    luglio 28th, 2010 | 17:07

    Magnifico reportage per una magnifica cittadina! La vegetazione è veramente lussureggiante: la prova de-fi-ni-ti-va e inconfutabile che le scie, tra le altre cosacce, spargono anche fertilizzanti!
    Come mai del leone sulla fontana si vede una sola ala? Quello che tu chiami capitello qui da noi si definisce edicola sacra o cappelletta.
    Mi piace la fontanella che non può essere utilizzata come abbeveratoio, ma soprattutto l’avviso dove si legge che “E’ vietato “di” abbeverare…”. Del tutto avulso dal contesto mi sembra invece il cartellino con la dicitura “Fontanella Zen”.
    Grazie di pensare a noi, affezionati lettori, durante le tue passeggiate! Io lo apprezzo molto.

  3. madblog
    luglio 30th, 2010 | 14:55

    Caro Nico, anche a me Asolo piace moltissimo, sia come ambiente della collina sia come architettura, unica cosa che trovo fastidiosa il fatto che il centro storico ormai viva solo in funzione dei turisti, ci trovi non più di un paio di negozi normali, il resto bar, ristoranti o negozi di lusso.

  4. madblog
    luglio 30th, 2010 | 14:58

    Grazie per l’apprezzamento, Asolo è tutta da vedere, purtroppo, come ho scritto anche a Nico, il centro storico è ormai ridotto solo ad una attrazione turistica e questo lo trovo un po’ fastidioso. Comunque è vero, la natura sulle colline è rigogliosa, in particolare quest’anno l’acqua non è mai mancata e quindi prati ed alberi sono di un bel verde.