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21 luglio, quattro passi lungo il fiume

Stamattina non si lavora, oh nessuno venga a dire che non ho voglia di far niente! Sto solo facendo delle ferie dissociate…qualche giorno di lavoro e qualche giorno di vacanza a seconda delle necessità.
Niente di meglio di una bella passeggiata lungo il fiume, partendo dalla località di Fiera e andando verso la città lungo la riva sinistra.

Ecco la chiesa dedicata a s.Luca


Le due foto precedenti mostrano il vasto spazio del “prato della fiera” dove ad ottobre si tengono le tradizionali fiere di S.Luca che un tempo erano un mercato di bestiame e attrezzi agricoli, oggi sono un grande luna park.

Pochi metri e siamo in riva al fiume, questa un tempo era un’area di edifici fatiscenti, oggi è oggetto di restauri che ne stanno facendo una zona elegante.

Questa casa è appunto un esempio di abile restauro.

Dando un’occhiata alla fauna del posto ecco una papera bianca, forse una parente di Paperino…

e una gallinella d’acqua

oltre a uno degli onnipresenti paperotti, quest’anno la popolazione delle anatre deve aver avuto un bel incremento.

Sulla riva opposta, dietro la tettoia delle barche, si intravede parte del complesso di edifici dell’ospedale.

Sul muro di una casa, situata in un punto in cui il fiume compie una brusca curva, questo crocifisso, forse messo dai barcaioli che chiedevano aiuto per una manovra difficile e non priva di pericoli.

Siamo sempre nella zona della curva, questo pilastro serviva da perno per le corda che trainavano le barche, osservare come, nel corso di centinaia di anni, le corde abbiano scavato dei profondi solchi nella pietra.

Non me n’ero accorto, ma un elicottero nero mi ha sorvegliato per un tratto, dite che non sembra nero, nemmeno a me, ma del resto il cielo sembra azzurro…

Eccoci quasi alla fine della passeggiata: il battello ristorante e la centrale elettrica, costruita negli anni 50, che blocca la navigazione alle porte della città.

Per concludere questa testa colta al volo su una casa in restauro, il personaggio ha un’aria nota, somiglia un po’ alle raffigurazioni del Petrarca, cosa che verrebbe avvalorata anche dai rami di alloro nell’affresco di sfondo.

Comments

  1. Margotti Street
    luglio 21st, 2010 | 21:53

    Mi sembrava di aver lasciato un commento al tuo post precedente, ma probabilmente ricordo male.
    Comunque ribadisco che è sempre molto gradevole e interessante osservare il resoconto fotografico delle tue passeggiate e leggerne le didascalie.
    C’è il bello della natura, dell’arte e dell’architettura; ci sono storie intraviste e altre immaginate; suggestioni e vita vissuta, come quella scavata nella pietra dalle corde che trainavano le barche. C’è la devozione nelle immagini sacre e volti che guardano dal passato, come quello del mosaico, il mascherone grottesco e la testa che ricorda il Petrarca.
    Poi tutta la grazia di una fauna variegata e accattivante della quale rendi un ritratto palpitante.
    Anche la furia del temporale della notte è bene illustrata dalle immagini che hai pubblicato nel post precedente e poi la quiete e la frescura della mattina seguente.
    E’ regalare a noi la capacità di fare nostro ciò che ci mostri e ci racconti, e questa è una rara dote che solo gli artisti e i poeti posseggono.

  2. madblog
    luglio 22nd, 2010 | 16:22

    No, commenti al precedente post non ne sono arrivati, forse c’è stato qualche disguido. In ogni caso i danni di quella che alla fine è stata una vera tromba d’aria, per quanto consistenti hanno colpito una fascia limitata. I tuoi complimenti mi confondono non poco, diciamo pure molto, ho sempre cercato di guardarmi intorno e di indovinare, o inventare, qualche storia su ciò che mi colpiva, che poi queste storie potessero interessare anche ad altri non lo avevo mai pensato.

  3. Margotti Street
    luglio 23rd, 2010 | 10:18

    Quelle che, con modestia, tu definisci “storie” sono il vero patrimonio che ciascuno di noi porta con sé attraverso la vita, e la generosità di volerle condividere unita alla capacità di farlo, come nel tuo caso, arricchiscono il patrimonio di chi le fa proprie, aggiungendo bellissime pagine al libro dell’esistenza.
    Grazie ancora.