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Cadore, nuvole e Tiziano

Venerdì 4 ottobre, escursione in Cadore
nubi1
Alle 9 del mattino la giornata non promette nulla di buono: nubi basse, attorno a 1500-2000 metri, stranamente non si vede nessun aereo chimico che ci passi sotto.
pieve
Pieve di Cadore, a sinistra la chiesa, a destra la torre civica e il palazzo della Magnifica Comunità Cadorina
casatiziano
La casa natale della gloria cittadina: Tiziano Vecelio
nubi2
Saliamo verso la cima di Monte Bello (non molto alta, circa 1000 metri). Il panorama è sempre nuvoloso.
arte
Lungo il sentiero un esempio di arte con componenti naturali.
nubi3
Un’altra visione di nubi basse
forte1
Eccoci in cima a Monte Bello con l’omonimo forte in corso di restauro
forte2
Il forte, costruito alla fine del XIX secolo, è rimasto per molti anni in completo abbandono, ora è in corso un’opera di recupero per farne una sede di attività culturali (nei mesi estivi).
forte3
haarp
A fianco del forte un’antenna haarp…
forte4
Uno scorcio del cortile interno.
nubi4
Le nubi si stanno un po’ diradando.
Scendiamo a Pieve, ecco la piazza centrale, intitolata indovinate a chi? A Tiziano naturalmente
tiziano
Da Pieve facciamo un altro pezzetto in salita lungo un sentiero abbastanza agevole.
sentiero2
sentiero1
Ed eccoci dove possiamo godere della visione di questo lago (artificiale) noto come lago centro Cadore.
lago1
lago2
Notate come il cielo si sia notevolmente schiarito
nubi5
Sulla via della discesa questo personaggio che è meglio non toccare:
bruco
Una breve sosta a Longarone
diga
Nello spazio tra le due montagne si può vedere la diga del Vajont, ricordiamo che il 9 ottobre ricorre il 50° anniversario della sciagura che costò la vita a oltre 2000 persone e distrusse quasi completamente l’abitato di Longarone.
micio
Per tirarci un po’ su il morale questo micio.
E per concludere un brano autunnale

Comments

  1. ottobre 8th, 2013 | 13:43

    … ora è in corso un’opera di recupero per farne una sede di attività culturali (nei mesi estivi).

    Anche in funzione del centenario dell’inizio della I Guerra Mondiale che ci sarà l’anno prossimo.

    Nello spazio tra le due montagne si può vedere la diga del Vajont, ricordiamo che il 9 ottobre ricorre il 50° anniversario della sciagura che costò la vita a oltre 2000 persone e distrusse quasi completamente l’abitato di Longarone.

    Ci sono stato un po’ di anni fa, la frana si vede e ci si può o poteva (entro certi limiti) camminarci pure sopra. E’ un vero peccato che l’avidità di certi personaggi abbia contribuito a creare questa tragedia che avrebbe potuto essere evitata se ci si teneva strettamente al progetto originale che prevedeva una diga 50 metri più bassa, con conseguente minor quantità d’acqua nell’invaso ma senza che il lago che si sarebbe così creato potesse andare a toccare e indebolire gli strati di terreno dove appoggiava la base della frana.

  2. Margotti Street
    ottobre 10th, 2013 | 11:17

    Tu sei un escursionista vero, di quelli che non si fermano neppure davanti ad una giornata con un cielo che non promette nulla di buono, ma la tua sportività è premiata dalle schiarite che immancabilmente rendono più gradevoli le tue passeggiate. I luoghi sono belli anche sotto il cielo grigio ed il forte è possente; certo l’antenna haarp lo rende un luogo “pericoloso” che certi indipezzenti eviterebbero e segnalerebbero come infrequentabile, Meglio così! Meno inquinano (realmente) con la loro presenza è meglio è.
    Quella specie di bacherozzo sarà mica per caso una processionaria? Alla larga davvero!!!
    La diga del Vajont: se ricordo bene i paesi coinvolti e distrutti nel disastro furono tre: Longarone, Erto e Casso ed è una ferita aperta che non si rimargina nel tempo, perché le responsabilità umane e gli interessi che ne sono derivati, lo hanno causato quasi scientemente.
    Neppure il gattino allegro riesce a mitigare la tristezza che suscita il ricordo del tragico evento.
    Ciao.

  3. madblog
    ottobre 11th, 2013 | 15:20

    Ti dirò, queste escursioni le faccio con un’associazione che si chiama “amici della montagna”, siccome andiamo in gruppo abbastanza numeroso e noleggiamo una corriera una volta noleggiata bisogna andare; devo dire che siamo sempre stati fortunati, anche quando il tempo era minaccioso non ci siamo mai trovati sotto piogge forti o simili. Oggi, una settimana dopo, il tempo è bellissimo, almeno qui in pianura, ma deve fare un freddo piuttosto forte in montagna, quindi essere andati venerdì scorso è stata una buona idea in fondo (e tra l’altro abbiamo potuto visitare la mostra del Tiziano, solo due quadri poco noti, che chiudeva domenica 6).
    Quanto al bruco: non è una processionaria ma, a quanto mi hanno detto, il famigerato “bruco americano”, un brutto cliente.

  4. madblog
    ottobre 11th, 2013 | 15:21

    Purtroppo, mi riferisco al Vajont, troppo spesso le ragioni del guadagno prevalgono su tutto il resto…