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Sabato finalmente


Alle7.00 il cielo è grigio e c’è un po’ di foschia, non fosse per la temperatura e per il verde della vegetazione si potrebbe pensare di essere in ottobre… Forza, si parte per una bella passeggiata.

Un vecchio carro trasformato in tavolino per caffè all’aperto (ancora chiuso data l’ora)

Chiesetta trasformata in negozio di tappeti, ce ne sono diverse in città trasformate in negozi o magazzini o semplicemente abbandonate.

Ponte Fra Giocondo, qui il Cagnan passa sotto le mura ed entra in città dividendosi in diversi rami che poi danno origine ai canali cittadini.

Qui un altro ramo del Cagnan.

Il sabato è giorno di mercato, c’è un po’ di tutto, vestiario, scarpe, attrezzi, cibo e fiori…


Qui il fioraio ha disposto la sua merce in modo da formare una vera e propria jungla in miniatura.

Pochi metri fuori le mura ed ecco Porta San Tommaso. Da bambino mi avevano detto che il San Tommaso in questione era l’apostolo, quello che non volle credere finchè non vide con i suoi occhi.

Mi ero sempre chiesto cosa ci facesse S.Tommaso apostolo con la spada in mano,dopo aver svolto lunghe e faticose ricerche (ebbene sì, sono anch’io un ricercatore!) ho svelato l’arcano: non si tratta di San Tommaso apostolo bensì di S.Tommaso Becket, patrono d’Inghilterra, assassinato a colpi di spada nella cattedrale di Canterbury, così il conto della spada torna, resta un mistero il perchè un santo inglese fosse oggetto di particolare devozione a Treviso (vicino a dove sorge la porta c’era una chiesa a lui dedicata).

A guardia della porta c’è questo soggetto in alta uniforme…

Ecco la porta vista dall’interno.

Uno dei monumenti caratteristici della città la “Loggia dei cavalieri”. anche qui da bambino mi sono chiesto più volte cosa c’entrassero i cavalieri. Una paziente azione di restauro ha rimosso secoli di fuliggine permettendo di rivedere ciò che resta degli affreschi originali:

ed ecco i cavalieri che, nell’intenzione degli autori, rappresenterebbero i guerrieri della guerra di Troia.

Comments

  1. Margotti Street
    giugno 27th, 2010 | 11:28

    Che magnifico reportage! Resto sempre incantato dalla tua capacità di illustrare il ricco patrimonio artistico della tua Città, composto da piccole e grandi cose e per questo ancora più affascinante. Dai cenni autobiografici che riportano all’infanzia traspare una simbiosi con il territorio di cui pochi possono godere visto che, oggi come ieri, la maggior parte di noi vive adattandosi pur rimanendo un disadattato, quasi sempre sradicato dal suo luogo di origine e privato dei propri punti di riferimento.
    Una piccola osservazione sulla statua di S. Tommaso: l’abbigliamento e le fattezze mi farebbero propendere per l’Apostolo, ma rimane l’interrogativo della spada, oltre a quello che giustamente poni tu stesso: a cosa sarebbe dovuto il culto di Thomas Becket in quel di Treviso?
    Sarebbe un buon argomento di “ricerca” indipendente, mi raccomando!
    Ciao e buona domenica.