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Archive for maggio 28th, 2011

terribile siccità, montagne ed altro

Un noto sciachimista sostiene che in Veneto non piove da 80 giorni…beh, da queste parti è piovuto domenica 15 maggio (vedere uno dei precedenti post), inoltre mercoledì 25 maggio è piovuto tra le 2 di notte e le 7 del mattino circa, ecco un’immagine ripresa verso le 6.10 con un arcobaleno che preannuncia che la giornata si va a mettere al bello come poi è successo.


e, a proposito del 25 maggio, nel pomeriggio ho avuto occasione di fotografare questo curioso episodio:

La signora cigno sta covando, il marito vigila che nessuno si avvicini, una canoista che si è avvicinata troppo al nido viene attaccata e deve ritirarsi in fretta per evitare qualche beccata

Ma passiamo a venerdì 27: le previsioni annunciano piogge e temporali in montagna con estensione alla pianura nella sera. Purtroppo è già prevista un’escursione in Val Fiorentina e, sprezzanti di ciò che il fato o i tankeroni ci possono riservare partiamo.

Siamo per strada, il cielo minaccia, notare le foschia chimica che i disinformatori chiameranno “nubi a bassa quota”

Dopo un breve, ma intanso scroscio di pioggia ecco il Monte Pelmo a sinistra ed il Pelmetto a destra.
Il cielo nel frattanto si è un po’ schiarito, non piove più, ecco i medesimi monti più visibili, notare nelle foto la desolazione causata dalle scie chimiche

Dite che non vedete la desolazione? Beh, come è noto, i tanker volano a 1561 m, noi siamo più in alto…

Questa è Malga Fiorentina, siamo a 1797 m sul livello del mare. Saliamo ancora…

…che spavento!! Qualcuno dell’NWO o dello SMOM (sempre che non siano stati i gesuiti) è passato di qui ed ha scolpito su un ceppo l’effige del diavolo, tanto per ammonire gli incauti viandanti. Ma noi, che siamo disinformatori e quindi protetti dai mali che colpiscono i comuni mortali continuiamo il cammino.

Eccoci al rifugio “Città di Fiume” ad oltre 2000 metri di altezza.
Intanto arriva un altro scroscio di pioggia, fortunatamente di breve durata, è tempo di iniziare la discesa. Sulla strada questo torrente che mostra i segni della terribile siccità

Attraverso prati e pascoli ci dirigiamo verso l’abitato di Pescul

Un fiore tipico chiamato “bottondoro”
Per gli amanti delle fiabe…

Questo sorbo secolare ed isolato che mi ha fatto immediatamente pensare agli alberi tra le cui radici hanno casa gnomi e folletti.

Tipica casa dell’agordino, dalle condizioni fa pensare siastata costruita durante il “rifabbrico” degli anni 30, la zona è piena di case ad uso dei turisti realizzate in anni recenti secondo lo stesso stile.

Tipica fontana della zona. Nel frattempo ha ricominciato a piovere, è ora di riprendere forza con un modesto pranzo: piatto tipico a base di polenta, funghi, formaggio alla piastra capriolo e maiale, un buon vino rosso, caffè e ammazzacaffè.
Riprese le forze ci trasferiamo a Selva di Cadore per visitare il locale museo che conserva le orme di dinosauro e resti dell’uomo del mesolitico

Ricostruzione di un riparo dell’uomo mesolitico ritrovato sulle montagne.
Nel frattempo, dopo tanti scrosci di pioggia, il tempo (o l’NWO) ha deciso di fare sul serio.

Piove a dirotto, la pioggia ci seguirà in pianura con qualche ora di ritardo e verrà giù per tutta la notte.
Concludo questo post con un filmato musicale che contribuisce anche a combattere il minimo di Miaunder.