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Archive for giugno, 2010

“Madonnetta”, passeggiata domenicale col sole e senza scie

Domenica 6 giugno, magnifica giornata di sole, partenza per la consueta passeggiata.

Per strada, lungo un canale, mamma papera vigila sul sonno dei suoi 2 paperotti e ci guardia con aria sospettosa.

Passiamo questo canale e poi un sottopasso ferroviario, alto e largo 2,5 m, e arriviamo alla zona della “Madonnetta”, rimasta praticamente un pezzo di campagna in mezzo alla periferia urbana proprio grazie al sottopasso ferroviario, unica via di accesso, che rende difficili le comunicazioni.

Ecco il tempietto che dà il nome alla zona, osservate lo stemma sulla facciata:

La croce dei Cavalieri di Malta! Lo SMOM vigila sempre su di noi!

Dietro la chiesetta scorre questo fiume che, nonostante si chiami Melma, ha le acque limpide e pulite.

Qualche decina di metri più in là la strada si trasforma in un viottolo di campagna vecchio stile

Sul lato sinistro c’è un vero e proprio boschetto.
Anche per oggi la passeggiata è finita.
Aspettiamo un’altra bella giornata per la prossima sortita…

venerdì sera, pizza sui laghetti

Venerdì 4 giugno, alle ore 20 pizza ad una pizzeria sui “laghetti”

Uno dei “laghetti” in questione, si tratta, in realtà, di ex cave di ghiaia, recuperate, con un’azione di geoingegneria (ih ihi ih) e trasformate in laghetti da pesca, completi di bar, pizzeria ecc., una dimostrazione di come si possa trasformare una bruttura in una risorsa.
In attesa dell’ora della pizza una passeggiata lungo il cosiddetto “Sile morto”

Il nome deriva dal fatto che si tratta di un’ansa del fiume che è rimasta separata dal corso principale in seguito allo scavo di un canale negli anni ’50. Si tratta di una zona che offre interessanti panorami sia naturalistici che di altro tipo, ad esempio questa villa, piuttosto mal ridotta:

Per quanto riguarda l’aspetto naturalistico osservate questo scorcio con la fila di pioppi e canneto

Notate niente? Guardate questa foto del canneto  fatta con lo zoom al massimo:

Un airone cenerino che probabilmente ha il nido tra le canne.
Bene la gita aperitiva è finita, vado all’appuntamento per la pizza che verrà consumata sotto l’occhio vigile di questo agente dello SMOM…

Festa della Repubblica

Mattina del 2 giugno, approfitto della festa per fare un paio di orette di passeggiata.

Ore 08.30, panoramica verso ovest dal “Ponte de fero”, il cielo è nuvoloso ma con ampie zone di azzurro.

Ponte e porta Santi Quaranta, il cielo continua a non mostrare scie.

Mimetizzato in un cespuglio un rettiliano sorveglia l’andamento delle cose…

…mentre questo signore se ne torna lemme lemme verso casa, forse dopo una notte di caccia e avventura.

Isola della Pescheria,ore 09.30, il cielo si è fatto decisamente azzurro come si può vedere anche nell’ultima foto:


Casa detta “dei Carraresi”, ora sede di attività museali.
E anche per oggi la nostra girata è finita, ci risentiamo alla prossima.

AGGIORNAMENTO

Il bel tempo non è durato, nel pomeriggio nuvoloni neri e breve temporale con tuoni, lampi e pioggia. Va bene, avevo chiesto di irrorare solo al mattino…

Primo giorno di giugno

Martedì 1 giugno, ore 7.30

Visione verso ovest del Sile da Ponte S.Martino, oserei dire che il cielo è azzurro…

Ore 11.00, porto fluviale di Casale, cielo sempre azzurro, ma, verso nord, una solitaria nuvoletta fa pensare a cambiamenti in arrivo (a tratti tira anche vento da nord est)

Ore 15.30, siamo nella stessa zona della prima foto, quella delle 7.30, ma stiamo guardando nella direzione opposta: verso ponte S.Martino, Le nuvole sono arrivate numerose.

Sempre zona ponte San Martino, cielo con diverse nuvole e, forse, un paio di scie. Osservare sullo sfondo il contrasto tra l’antico campanile, XIII secolo della chiesa di S.Martino, e la cupola verde e “squamosa” (un omaggio ai rettiliani?) della nuova chiesa di S.Martino, costruita negli anni ’60 del XX secolo dopo che la chiesa originaria era stata distrutta nel bombardamento del 7 aprile 1945.

Infine, per augurare un felice giugno a tutti coloro che leggono pazientemente i miei parti letterari, una pianta di pansè, piena di fiori, cresciuta, senza che nessuno la curi, in una fessura del selciato.

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